Giornata Universale dell’Infanzia

Il 20 Novembre 1954  l’assemblea generale delle Nazioni Unite adottò la Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo, istituendo di fatto per la giornata di oggi, 20 Novembre, la Giornata Universale dell’Infanzia.

Il 20 Novembre inoltre, corre un altro anniversario riguardante appunto la Giornata Universale dell’Infanzia, nel 1989 infatti sempre la Nazioni Unite firmarono la Convenzione sui Diritti dell’Infanzia, convenzione che obbliga di fatto tutti i paesi delle Nazioni Unite a rispettare determinate regole sui diritti umani riguardanti appunto i bambini e in generale l’infanzia.

La Giornata universale dell’infanzia, fu anche istituita con l’idea di sensibilizzare le coscienze delle persone  sulle condizioni in cui molti bambini del mondo sono costretti a vivere. Malnutrizione, malattie (tra cui diarrea e poliomelite) e guerre ( in molti Paesi i bambini vengono reclutati per fare la guerra ), sono le maggiori cause di morte per i bambini di tutto il mondo, che nonostante la Giornata universale dell’infanzia e l’opera dell’Unicef (l’organizzazione dell’Onu per la tutela dei diritti dell’infanzia), ammontano a 8 milioni all’anno.

Infatti, mentre sino al 1990 morivano 90 bambini su mille inferiore ai cinque anni, in seguito i decessi sono passati a 60 bambini su mille.

Né può essere dimenticato un altro problema: l'abbandono scolastico o l'assoluta impossibilità di frequentare una scuola. Vediamo l'esempio dell'Italia.

Italia sensibilmente sopra la media Ue per quanto riguarda l'abbandono scolastico, soprattutto nel Sud. Nel nostro paese, nel 2007, ancora un ragazzo su cinque tra i 18 e i 24 anni aveva conseguito solo la licenza di terza media, con una incidenza di abbandono scolastico precoce tra le più elevate d'Europa, pari al 20%, che diventa drammaticamente preoccupante se, fuori dalla media nazionale, si fa riferimento solo al Sud Italia: in Campania, Sicilia e Puglia la percentuale sale al 25%, vale a dire che un ragazzo su quattro abbandona la scuola dopo la licenza di terza media.

A fronte di una media europea di abbandono scolastico del 15%, l'Italia registra infatti una media del 20% con punte del 25% al Sud e Isole e del 18% nel Nord Ovest, mentre il Nord Est è perfettamente in linea con la media Ue e il Centro addirittura al di sotto. Dati allarmanti quelli rilevati nel 2007 in uno studio di Banca D'Italia, ma che rispetto al 2004 segnano comunque un miglioramento in tutte le aree territoriali.

I dati emergono dallo studio "L'economia delle regioni italiane nell'anno 2007", presentato il 21 luglio scorso e sottolineano come, anche se dovesse proseguire nel prossimo triennio il trend in diminuzione del tasso di abbandono scolastico, comunque il Sud resterebbe preoccupantemente indietro rispetto al Centro-Nord. Solo nel Centro e nel Nord Est, se gli abbandoni continuassero a diminuire, si arriverebbe a percentuali 'europee', cioè quelle previste nell'agenda di Lisbona, vicine al 10%. Il Mezzogiorno, invece, continuerebbe a registrare un'incidenza media dell'abbandono scolastico superiore al 20%, lontanissima dagli obiettivi dell'agenda di Lisbona.

Secondo i dati della Rilevazione sulle forze di lavoro, spiega Bankitalia, in Italia già a quindici anni quasi il 13% dei giovani è fuori dal sistema scolastico o ha accumulato un ritardo. Il 3,7% dei quindicenni abbandona il sistema scolastico dopo aver conseguito l'obbligo, lo 0,8% senza aver completato la media inferiore: percentuali che crescono nel Sud Italia rispettivamente all'1,1% e al 5,1% e diminuiscono sensibilmente nelle regioni del Centro a 0,4% e 0,9%.

A pesare sull'irregolarità della frequenza scolastica degli alunni italiani sono sia l'ambiente familiare, sia le caratteristiche dell'offerta formativa locale. Avere i genitori laureati piuttosto che con la sola licenza media - spiega Bankitalia - allontanerebbe di circa 10 volte la probabilità di essere in ritardo o di abbandonare gli studi: purtroppo, proprio nel Mezzogiorno la quota della popolazione tra 35 e 55 anni, verosimilmente i genitori dei quindicenni attuali, che ha la sola licenza di terza media, è pari al 57%, oltre tredici punti percentuali in più rispetto al Centro Nord.

Inoltre, la presenza del tempo prolungato nella media inferiore e migliori infrastrutture ridurrebbero la dispersione scolastica e, anche in questo caso, secondo i dati dell'anagrafe sull'edilizia scolastica nelle regioni meridionali le percentuali di edifici impropriamente adattati a uso scolastico e di scuole con infrastrutture e impianti igienico-sanitari scadenti sono superiori a quelle del Centro Nord.

Per quanto riguarda, invece, il fronte insegnanti, alla ribalta in questi giorni dopo le parole del ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, un migliore risultato non dipenderebbe dal numero dei docenti impiegati ma dalla loro composizione: una "minore percentuale di docenti a tempo determinato contribuirebbe infatti a ridurre il rischio di tali irregolarità".

Tra quanti decidono invece di proseguire gli studi, le iscrizioni nei licei sono più frequenti al Centro e nel Mezzogiorno, mentre nelle regioni del Nord è maggiore la preferenza per le scuole tecnico-professionali. E ancora, l'aver completato in ritardo la scuola dell'obbligo fa aumentare di quattro volte la probabilità di iscriversi in un istituto professionale laddove i figli di genitori laureati si iscrivono nei licei in 9 casi su 10.
Il fenomeno della dispersione scolastica è marcato anche nella scuola secondaria superiore, prosegue l'indagine di Bankitalia.

In media il 18% degli studenti iscritti al primo anno non sono ammessi alla classe successiva e il 36% viene ammesso con debiti formativi, particolarmente frequenti in matematica. La non ammissione alla classe successiva è tra le principali 'motivazioni' per l'abbandono anticipato del sistema scolastico: il 3,4% di chi non passa l'anno decide di lasciare la scuola.

Anche in questo caso il tasso è più elevato nel Mezzogiorno (3,8%) e nel Nord (4,2%) e più contenuto nelle regioni del Centro (1,2%). L'abbandono scolastico e altre forme di irregolarità del percorso formativo fanno sì che il rapporto tra diplomati e iscritti iniziali sia in media del 71%. La percentuale di chi arriva alla fine della carriera scolastica è più elevata nei licei (84%) mentre è minore negli istituti tecnici (73%) e negli istituti professionali (52%), dove però alcuni giovani escono già al terzo anno con l'esame di qualifica.

Da "Il sole 24Ore". 

 

 

Questi riportati sono gli articoli più significativi della Convenzione, che venne firmata da 193 Paesi (non firmarono la Somalia e gli USA).

 

Articolo 12 

Gli Stati Parti garantiscono al fanciullo capace di discernimento il diritto di esprimere

liberamente la sua opinione su ogni questione che lo interessa…

Articolo 13 

Il fanciullo ha diritto alla libertá di espressione…

 

Articolo 14 

Gli Stati Parti rispettano il diritto del fanciullo alla libertá di pensiero…

 

Articolo 15 

Gli Stati Parti riconoscono i diritti del fanciullo alla libertá di associazione ed alla libertá di

riunirsi pacificamente…

 

Articolo 19 

Gli Stati Parti adottano ogni misura legislativa, amministrativa, sociale ed educativa per tutelare

il fanciullo contro ogni forma di violenza, di oltraggio o di brutalitá fisiche o mentali…

 

Articolo 23 

Gli Stati Parti riconoscono che i fanciulli mentalmente o fisicamente handicappati devono

condurre una vita piena e decente, in condizioni che garantiscano la loro dignitá, favoriscano la loro

autonomia ed agevolino una loro attiva partecipazione alla vita della comunitá…

 

Articolo 28 

Gli Stati Parti riconoscono il diritto del fanciullo all'educazione…: 

A) rendono l'insegnamento primario obbligatorio e gratuito per tutti; 

B) incoraggiano l'organizzazione di varie forme di insegnamento secondario sia generale che

professionale, che saranno aperte ed accessibili ad ogni fanciullo e adottano misure adeguate come

la gratuita dell'insegnamento e l'offerta di una sovvenzione finanziaria in caso di necessitá; 

C) garantiscono a tutti l'accesso all'insegnamento…

D) fanno in modo che l'informazione e l'orientamento scolastico e professionale siano aperte ed

accessibili ad ogni fanciullo; 

E) adottano misure per promuovere la regolaritá della frequenza scolastica e la diminuzione del

tasso di abbandono della scuola…

 

Articolo 32 

Gli Stati Parti riconoscono il diritto del fanciullo di essere protetto contro lo sfruttamento

economico e di non essere costretto ad alcun lavoro che comporti rischi…

 

 

 

                                Leggi e salva la  Convenzione universale sui diritti dell'infanzia