Infatti, mentre sino al 1990 morivano 90 bambini su mille inferiore ai cinque
anni, in seguito i decessi sono passati a 60 bambini su mille.
Né può essere dimenticato un altro problema: l'abbandono scolastico o
l'assoluta impossibilità di frequentare una scuola. Vediamo l'esempio
dell'Italia.
Italia sensibilmente sopra la media Ue per quanto riguarda l'abbandono
scolastico, soprattutto nel Sud. Nel nostro paese, nel 2007, ancora un
ragazzo su cinque tra i 18 e i 24 anni aveva conseguito solo la licenza di
terza media, con una incidenza di abbandono scolastico precoce tra le più
elevate d'Europa, pari al 20%, che diventa drammaticamente preoccupante se,
fuori dalla media nazionale, si fa riferimento solo al Sud Italia: in
Campania, Sicilia e Puglia la percentuale sale al 25%, vale a dire che un
ragazzo su quattro abbandona la scuola dopo la licenza di terza media.
A fronte di una media europea di abbandono scolastico del 15%, l'Italia
registra infatti una media del 20% con punte del 25% al Sud e Isole e del 18%
nel Nord Ovest, mentre il Nord Est è perfettamente in linea con la media Ue e
il Centro addirittura al di sotto. Dati allarmanti quelli rilevati nel 2007 in
uno studio di Banca D'Italia, ma che rispetto al 2004 segnano comunque un
miglioramento in tutte le aree territoriali.
I dati emergono dallo studio "L'economia delle regioni italiane
nell'anno 2007", presentato il 21 luglio scorso e sottolineano come,
anche se dovesse proseguire nel prossimo triennio il trend in diminuzione del
tasso di abbandono scolastico, comunque il Sud resterebbe preoccupantemente
indietro rispetto al Centro-Nord. Solo nel Centro e nel Nord Est, se gli
abbandoni continuassero a diminuire, si arriverebbe a percentuali 'europee',
cioè quelle previste nell'agenda di Lisbona, vicine al 10%. Il Mezzogiorno,
invece, continuerebbe a registrare un'incidenza media dell'abbandono
scolastico superiore al 20%, lontanissima dagli obiettivi dell'agenda di
Lisbona.
Secondo i dati della Rilevazione sulle forze di lavoro, spiega
Bankitalia, in Italia già a quindici anni quasi il 13% dei giovani è fuori
dal sistema scolastico o ha accumulato un ritardo. Il 3,7% dei quindicenni
abbandona il sistema scolastico dopo aver conseguito l'obbligo, lo 0,8% senza
aver completato la media inferiore: percentuali che crescono nel Sud Italia
rispettivamente all'1,1% e al 5,1% e diminuiscono sensibilmente nelle regioni
del Centro a 0,4% e 0,9%.
A pesare sull'irregolarità della frequenza scolastica degli alunni
italiani sono sia l'ambiente familiare, sia le caratteristiche dell'offerta
formativa locale. Avere i genitori laureati piuttosto che con la sola licenza
media - spiega Bankitalia - allontanerebbe di circa 10 volte la probabilità
di essere in ritardo o di abbandonare gli studi: purtroppo, proprio nel
Mezzogiorno la quota della popolazione tra 35 e 55 anni, verosimilmente i
genitori dei quindicenni attuali, che ha la sola licenza di terza media, è
pari al 57%, oltre tredici punti percentuali in più rispetto al Centro Nord.
Inoltre, la presenza del tempo prolungato nella media inferiore e
migliori infrastrutture ridurrebbero la dispersione scolastica e, anche in
questo caso, secondo i dati dell'anagrafe sull'edilizia scolastica nelle
regioni meridionali le percentuali di edifici impropriamente adattati a uso
scolastico e di scuole con infrastrutture e impianti igienico-sanitari
scadenti sono superiori a quelle del Centro Nord.
Per quanto riguarda, invece, il fronte insegnanti, alla ribalta in
questi giorni dopo le parole del ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini,
un migliore risultato non dipenderebbe dal numero dei docenti impiegati ma
dalla loro composizione: una "minore percentuale di docenti a tempo
determinato contribuirebbe infatti a ridurre il rischio di tali irregolarità".
Tra quanti decidono invece di proseguire gli studi, le iscrizioni nei
licei sono più frequenti al Centro e nel Mezzogiorno, mentre nelle regioni
del Nord è maggiore la preferenza per le scuole tecnico-professionali. E
ancora, l'aver completato in ritardo la scuola dell'obbligo fa aumentare di
quattro volte la probabilità di iscriversi in un istituto professionale
laddove i figli di genitori laureati si iscrivono nei licei in 9 casi su 10.
Il fenomeno della dispersione scolastica è marcato anche nella scuola
secondaria superiore, prosegue l'indagine di Bankitalia.
In media il 18% degli studenti iscritti al primo anno non sono ammessi
alla classe successiva e il 36% viene ammesso con debiti formativi,
particolarmente frequenti in matematica. La non ammissione alla classe
successiva è tra le principali 'motivazioni' per l'abbandono anticipato del
sistema scolastico: il 3,4% di chi non passa l'anno decide di lasciare la
scuola.
Anche in questo caso il tasso è più elevato nel Mezzogiorno (3,8%) e
nel Nord (4,2%) e più contenuto nelle regioni del Centro (1,2%). L'abbandono
scolastico e altre forme di irregolarità del percorso formativo fanno sì che
il rapporto tra diplomati e iscritti iniziali sia in media del 71%. La
percentuale di chi arriva alla fine della carriera scolastica è più elevata
nei licei (84%) mentre è minore negli istituti tecnici (73%) e negli istituti
professionali (52%), dove però alcuni giovani escono già al terzo anno con
l'esame di qualifica.
Da "Il sole
24Ore".
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Questi riportati sono gli articoli più
significativi della Convenzione, che venne firmata da 193 Paesi (non
firmarono la Somalia e gli USA).
Articolo 12
Gli Stati Parti garantiscono al fanciullo capace di
discernimento il diritto di esprimere
liberamente la sua opinione su ogni questione che
lo interessa…
Articolo 13
Il fanciullo ha diritto alla libertá di
espressione…
Articolo 14
Gli Stati Parti rispettano il diritto del fanciullo alla libertá di
pensiero…
Articolo 15
Gli Stati Parti riconoscono i diritti del fanciullo
alla libertá di associazione ed alla libertá di
riunirsi pacificamente…
Articolo 19
Gli Stati Parti adottano ogni misura legislativa,
amministrativa, sociale ed educativa per tutelare
il fanciullo contro ogni forma di violenza, di
oltraggio o di brutalitá fisiche o mentali…
Articolo 23
Gli Stati Parti riconoscono che i fanciulli
mentalmente o fisicamente handicappati devono
condurre una vita piena e decente, in condizioni
che garantiscano la loro dignitá, favoriscano la loro
autonomia ed agevolino una loro attiva
partecipazione alla vita della comunitá…
Articolo 28
Gli Stati Parti riconoscono il diritto del
fanciullo all'educazione…:
A) rendono l'insegnamento primario obbligatorio e
gratuito per tutti;
B) incoraggiano l'organizzazione di varie forme di
insegnamento secondario sia generale che
professionale, che saranno aperte ed accessibili ad
ogni fanciullo e adottano misure adeguate come
la gratuita dell'insegnamento e l'offerta di una
sovvenzione finanziaria in caso di necessitá;
C) garantiscono a tutti l'accesso
all'insegnamento…
D) fanno in modo che l'informazione e
l'orientamento scolastico e professionale siano aperte ed
accessibili ad ogni fanciullo;
E) adottano misure per promuovere la regolaritá
della frequenza scolastica e la diminuzione del
tasso di abbandono della scuola…
Articolo 32
Gli Stati Parti riconoscono il diritto del
fanciullo di essere protetto contro lo sfruttamento
economico e di non essere costretto ad alcun lavoro
che comporti rischi…
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Leggi e salva la Convenzione universale
sui diritti dell'infanzia