La storia di Monte Sant'Angelo inizia con le apparizioni dell'Arcangelo Michele, che avvennero tra il 490 e il 493. 

Un piccolo libro diventa fondamentale per conoscere gli episodi delle apparizioni. Si tratta del "Liber de apparitione" dell' VIII° secolo:

La prima apparizione avvenne in occasione dell'episodio del toro. L'animale smarrito venne ritrovato inginocchiato innanzi ad una  grotta, l'attuale Santuario, e non volendosi smuovere il pastore, un certo Gargano ( nome poi esteso al promontorio ), cercò di colpirlo con una freccia che invece  fece ritorno verso lo stesso pastore che rimase ferito.

Il secondo episodio si riferisce ad una battaglia che secondo la tradizione  sarebbe avvenuta nel V° secolo; in realtà si pensa che sia avvenuta nel 647 quando i Longobardi e i Bizantini si scontrarono nei pressi di Siponto. L'Arcangelo Michele sarebbe intervenuto aiutando i primi a vincere contro i greci, cioè i Bizantini. L'evento viene ricordato nella "Historia Longobardorum":

Il terzo episodio si riferisce al momento in cui l'Arcangelo appare in sogno al vescovo di Siponto, San Lorenzo. Questi in seguito si recò alla Grotta in pellegrinaggio, ma non benedisse la Grotta, poiché l'Arcangelo gli disse che quella spelonca l'aveva già dedicata lui a se stesso quale luogo di culto.

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